Perchè la detsra è repellente/ 3

19 AGO 20
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In attesa di Umberto Silva a illuminare ancora, la ragion pratica di Giuliano Ferrara espone il nostro vulnus. Senza Merleau-Ponty e umanesimo e terrore non sarei qui a difendere la compattezza di governo; senza Scuola di Francoforte e Lukacs non vedrei nell'elite mediatico-giudiziaria la cattiva coscienza contemporanea; senza Reich - il primo, quello marxista - non scorgerei la finzione caratteriale delle posture dalemiane, della rozzezza corporea di Di Pietro, e non potrei attribuire a Berlusconi, alle sue emicranie, e al suo collo rigido una ansia di estrema responsabilità paranoica. Come dire? Faccio un vanto di radici culturali sinistrorse per ammansire il politically correct del lettore medio, o del retore medio e per non ridurmi a pezzo repellente della destra italiana. E' il nostro odio per il padre e verso se stessi, ben chiarito a suo tempo da Papa Benedetto quando era solo cardinale. Eterni giovani, eterni figli, con una vita troppo lunga da vivere e che con acqua e tre amminoacidi può allungarsi ancora del 20 per cento. Oppure un desiderio di fancazzismo all'ennesima potenza, quando invece si è costretti, obbligati a muovere il culo, quando ci sono figli da mantenere, da lanciare in un mondo ove la competizione sfrenata non promette molto ai possibili, e troppi, perdenti. Sinistra è certezza di un boccone di pane, e certezza che il vicino di casa non ci verrà davanti a ostentare porsche e ferrari, senza pagare cara la sua offesa, sinistra è un viatico che si porta via le nostre invidie. Sinistra è insomma un rifugio nel quale possiamo stare certi che il mondo che gira come un vortice verrà fermato. Mio figlio ha cinque anni e se perde alla Wii, con il padre, piange e cerca di prendermi a spintoni. Se fossi di sinistra lo farei vincere ad libitum, preparandogli un cattivo futuro. Destra è la consapevolezza che occorre salirci sopra, ma occorre, soprattutto esser capaci di combattere duramente,e non necessariamente uccidere, per sopravvivere.